Strada
96 anni ma non sentirli.
LUCIANO PARISI…96 anni e non sentirli e se non fosse per quella malaugurata caduta domestica che gli ha fratturato di netto il femore, probabilmente lo si
potrebbe ancora incontrare a cavallo della sua bici nel tratto che da MADRANO scorre verso PERGINE. LUCIANO ha dedicato la sua vita alla famiglia, alla moglie Letizia prima (mancata purtroppo qualche anno fa) ai figli e ai nipoti dopo.
Ma non solo, per più di tre lustri LUCIANO ha dedicato tutto se stesso alla bicicletta. Ma non intesa come mezzo e strumento fine a se stesso, ma come tramite per mettersi a disposizione degli altri. Conclusa l’epopea QUARTARONE, LUCIANO subentra nel 1978/79 al vulcanico dirigente veneto e raccoglie un’ eredità in auge ma risicata nei sostentamenti ai quali ci aveva abituati il Presidente della SAFI..
L’UDACE sotto il profilo organizzativo viaggiava a gonfie vele, unico ENTE di PROMOZIONE SPORTIVA (così si pensava fosse all’epoca) ad avere in carico tutto il peso del ciclismo amatoriale nazionale particolarmente attivo in Regione dove agiva in regime di monopolio.
Inizia così l’epoca PARISI con l’ ufficio collocato sul cofano della macchina da dove esitava le prime tessere e inviava i primi comunicati.
Gli spazi erano però troppo stretti ed angusti al punto che dal cofano della macchina si è passati ad un bell’ ufficetto in via della Spalliera. Da lì è partito il “LUCIANO dell’ UDACE”. Prima il telefono e poi la fotocopiatrice ma anche alcuni collaboratori come: TAMANINI, FONTANARI, NARDON, DE ZAMBOTTI e GIORGIO CASAGRANDA tanto per citare i più presenti, tutti però con un proprio spazio a disposizione.
Ma non bastava ancora per essere grandi e felici.
Una lotta intestina mai palese ma subdola e sommersa con l’ allora massimo vertice Federale Trentino ha movimentato oltre il dovuto e per un buon decennio il ciclismo amatoriale provinciale.
Nel 95 il passaggio a PAOLO MONTRESOR ma con PARISI sempre accorto e vicino alle sorti di una UDACE già destinata dai poteri forti, a soccombere per ragion di stato.
Oggi LUCIANO è stato festeggiato nelle accoglienti sale della casa di riposo perginese dai propri famigliari e dagli amici più cari, il tutto in attesa di una sua completa guarigione.
SILVANO FONTANARI

