Strada
CHI E' CAUSA DEL SUO MAL...... Ma non buttiamo il bambino assieme all'acqua sporca.
Trento, 24 novembre 2013.
Non è che il Presidente MONTRESOR abbia avuto peso nelle decisione “romane” che hanno definitivamente tolto di scena l’U.D.A.C.E. ma qualcosina ci ha messo anche di suo; Anche se non nella misura della mezza dozzina di Comitati LOMBARD0/PIEMONTESI già sospesi dall’attività qualche mese addietro, il Comitato “U.D.A.C.E.” TRENTINO ha in qualche misura violato le disposizioni deliberate dalla CONSULTA NAZIONALE, insistendo oltre il lecito nell’abbinare al nuovo ente di promozione A.C.S.I. i simboli dell’U.D.A.C.E. (come appare nella foto di apertura scattata in occasione della gara di esordio agli ASSIZZI e nella foto in basso a Malga TOF). Ma si sa, l’amore quando è viscerale fa dimenticare logica e buon senso, offusca la mente e se ti sei fatto in giro terra bruciata ne devi trarre le conseguenze, al pari di un amante tradito unico rimasto a soffrire di una situazione che per gli altri sarebbe di poco conto se non fosse per le centinaia di corse che rischiano di essere cancellate.
L’U.D.A.C.E. scende di sella ha titolato nell’edizione di mercoledì il quotidiano il TRENTINO raccontando solo una mezza verità, ma se è vero che la federazione ciclistica e la CONSULTA hanno “fatto fuori” l’ U.D.A.C.E. è pur vero che la libera Associazione ha monopolizzato senza regole e senza limiti il ciclismo amatoriale nazionale riempiendo l’Italia di “piccoli colonelli” (presidenti di Comitati) che per anni hanno agito come padri padroni, deliberando arbitrariamente (almeno nel Comitato di Trento) su quesiti da sottoporre a giudici di gara e Commissioni tecniche; ma quel che è peggio deliberando in maniera univoca su importanti decisioni che spettavano al Comitato, senza che questo ne fosse convocato e informato.
Adesso però non buttiamo il bambino assieme all’acqua sporca, all’U.D.A.C.E. va il merito di aver gestito (a modo suo) per più di trenta anni il ciclismo amatoriale, di averlo radicato capillarmente su tutto il territorio nazionale e di aver organizzato migliaia di manifestazione che allo stato delle cose potrebbero non trovare più collocazione. Lo stesso vale per il nostro MONTRESOR, una sorta di Presidente provinciale troppo accentratore e monopolista che dopo aver eliminato tutti i collaboratori più validi si ritrova con un Comitato che non si è mai riconosciuto, un coordinatore Regionale mai legalmente eletto e un Commissario A.C.S.I. dimissionario.
In attesa di nuovi sviluppi (non possiamo ipotizzare che l'U.D.A.C.E. rinunci a cuor leggero a tutti i suoi tesserati e alle proprie societa') a MONTRESOR va comunque riconosciuta per il lavoro svolto la riconoscenza delle Società e dei cicloamatori trentini.



